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Gli incentivi per il fotovoltaico per le aziende

Scritto da Greenergy | 20/09/22 8.43

Per fronteggiare la crisi energetica, preparare ed attuare la transizione ecologica per le aziende, le forme di incentivo per le imprese che vogliono soddisfare il loro fabbisogno energetico ricorrendo all’installazione di pannelli fotovoltaici, sono diverse.

Quello del fotovoltaico per le aziende è una soluzione ancora non esplorata a fondo. Infatti, un dato che vale la pena analizzare ci viene fornito dal “Rapporto statistico – Solare fotovoltaico 2021” fornito dal GSE.

L’analisi svolta dal Gestore dei Servizi Energetici mostra come in Italia, al 31 dicembre 2021, risultano installati 1.016.083 impianti fotovoltaici per una potenza complessiva pari a 22.594 MW. Tuttavia, gli impianti di piccola taglia costituiscono la stragrande maggioranza (93%) in termini di numerosità, ma solo il 23% in termini di potenza.

Confrontando il numero di impianti entrati in esercizio nel 2020 e nel 2021, è evidente l’aumento relegato all’ultimo anno, avendo sicuramente tratto beneficio grazie agli incentivi previsti per gli utenti residenziali, come il Superbonus.

Quali sono le forme di incentivi per il fotovoltaico aziendale per favorire le imprese ad adottare una soluzione ormai imprescindibile? Ecco una panoramica degli incentivi che sono presenti a livello nazionale per le imprese che decidono di voler efficientare la propria azienda, attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici.

Piano Transizione Nazionale 4.0

Il Piano Transizione Nazionale 4.0 ha come obiettivo quello di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, soprattutto se funzionali alla trasformazione tecnologia e digitale dei processi produttivi, destinate ad aziende ubicate nel territorio italiano.

La misura è stata approvata nella Legge di Bilancio 2022 ed ha cancellato la tradizionale misura del Piano impresa 4.0, ovvero iperammortamento e superammortamento, in favore del credito d’imposta.

Nello specifico, l’agevolazione consente alle aziende di acquistare e installare impianti fotovoltaici di nuova costruzione, con degli sgravi fiscali. Infatti, tutte le spese sostenute dall’azienda possono essere detratte del 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Parco Agrisolare

Un’altra agevolazione, denominata “Parco Agrisolare”, più settoriale, è prevista dal PNRR per le imprese agricole. La misura è finalizzata a sostenere gli investimenti nelle strutture produttive del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale. I beneficiari sono:

  • Imprese agricole che operano nel settore della produzione primaria;
  • Imprese agricole che operano nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in agricoli;
  • Imprese agricole che operano nel settore della trasformazione di prodotti agricoli in non.

L’agevolazione consiste in un finanziamento in conto capitale a fondo perduto con aliquote differenti, a seconda della casistica.

Infatti, è previsto il contributo a fondo perduto sino al:

  • 50% per le regioni del Sud;
  • 40% per tutte le altre regioni;
  • 30% per le aziende che curano la trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli.

Bonus Sud

Per le regioni del Mezzogiorno, è prevista un’agevolazione ad hoc dedicata alle imprese che acquistano nuovi beni strumentali, tra cui rientrano anche gli impianti fotovoltaici.

Possono accedere a questa agevolazione tutte le imprese del sud - nello specifico: Abruzzo, Basilicata, Calabra, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia - che non operano nel settore della produzione e distribuzione di energia, infrastrutture energetiche, nell’industria siderurgica, carbonifera, costruzione navale, fibre sintetiche e trasporti.

Il credito d’imposta prevede aliquote differenti a seconda della dimensione dell’impresa:

  • 45% per le piccole imprese;
  • 35% per le medie imprese;
  • 25% per le grandi imprese.

Ritiro Dedicato e scambio sul posto

Inoltre, ci sono due forme di agevolazioni previste dal GSE, ovvero il Ritiro Dedicato (RID) e lo Scambio sul posto (SSP).

Il Ritiro dedicato è attivo sin dal 1 gennaio 2008 e permette di commercializzare l’energia prodotta e immessa in rete. Nello specifico, il RID consiste nella cessione al GSE dell’energia elettrica immessa in rete dagli impianti fotovoltaici, su richiesta del produttore e in alternativa al mercato libero. Il GSE corrisponde al produttore un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete. Possono richiedere l’accesso al RID le imprese che hanno installato un impianto di:

  • potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da fonti rinnovabili, compresa la produzione imputabile alle centrali ibride; 
  • potenza qualsiasi per impianti che producano energia elettrica dalle seguenti fonti rinnovabili: solare, eolica, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica (limitatamente agli impianti ad acqua fluente);
  • potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da fonti non rinnovabili, compresa la produzione non imputabile delle centrali ibride;
  • potenza apparente nominale uguale o superiore a 10 MVA, alimentati da fonti rinnovabili (diverse dalla fonte eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice e idraulica) limitatamente, per quest'ultima, agli impianti ad acqua fluente purché nella titolarità di un autoproduttore.Il Ritiro dedicato non è compatibile con il servizio dello Scambio sul posto.

Lo Scambio sul Posto è una particolare forma di autoconsumo in sito che consente di compensare l’energia elettrica prodotta e immessa in rete in un certo momento con quella prelevata e consumata in un momento differente da quello in cui avviene la produzione. Dunque, il sistema elettrico viene utilizzato come strumento per l’immagazzinamento virtuale dell’energia elettrica prodotta ma non utilizzata contestualmente.

Lo Scambio sul posto è erogato:

  • al cliente finale presente all'interno di un Altro Sistema Semplice di Produzione e Consumo (ASSPC) che, al tempo stesso, è produttore di energia elettrica in relazione agli impianti di produzione che costituiscono l'ASSPC, ovvero ha ricevuto mandato senza rappresentanza da un produttore terzo in relazione ai già menzionati impianti (Scambio sul Posto per ASSPC);
  • al cliente finale titolare di un insieme di punti di prelievo e immissione anche non coincidenti che, al tempo stesso, è produttore di energia elettrica in relazione agli impianti di produzione connessi per il tramite dei già menzionati punti, ovvero ha ricevuto mandato senza rappresentanza da un produttore terzo in relazione ai già menzionati impianti (Scambio sul Posto altrove).
  • Ai fini dell'accesso allo Scambio sul Posto per ASSPC devono essere verificate tutte le seguenti condizioni:
  • l'utente dello scambio deve essere controparte del contratto di acquisto riferito all'energia elettrica prelevata sul punto di scambio;
  • la potenza complessivamente installata nell'ASSPC da impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio fino al 31/12/2007 non è superiore a 20 kW;
  • la potenza complessivamente installata nell'ASSPC da impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio fino al 31/12/2014 non è superiore a 200 kW;
  • la potenza complessivamente installata nell'ASSPC da impianti di cogenerazione ad alto rendimento non è superiore a 200 kW;
  • la potenza degli impianti di produzione complessivamente installata nell'ASSPC non è superiore a 500 kW

Efficientamento energetico ed ecosostenibilità

Ogni attore della nostra società può e deve dare il suo contributo per contrastare il cambiamento climatico e raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei che sono stati stabiliti.

L’aspetto positivo è che sempre più le aziende pongono l’attenzione ai temi di efficientamento ed ecosostenibilità, grazie ai sistemi di incentivazione proposti.

Procrastinare non è più possibile per salvare il pianeta che ci ospita.